Ovada - Il "Ragno" si arrampica e rimuove la frana sull'ex statale 456 del Turchino
Ecco come sul Secolo XIX del 6 Aprile 2011 veniva fotografata la situazione della frana che ha interrotto l'ex strada statale 456 del Turchino in località Panicata:
L’annuncio dalla Provincia. Ogni giorno disagi per migliaia di persone
Ovada - Il "Ragno" scava, rimuove, gli operai-scalatori attrezzati per la bisogna e per la sicurezza lo rendono operativo e ne seguono da vicino il lavoro. Dalla montagna cadono sulla carreggiata dell'ex statale 456 del Turchino notevoli quantitativi di terra, frammenti rocciosi, piccoli massi instabili. La domanda dell'utenza che aspetta impaziente perchè ogni giorno, anche più volte, deve affrontare il costo e il disagio di un'alternativa di transito. Una data per la fine dei lavori l'ha data ieri mattina l'assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Graziano Moro: «Il 16 aprile, se non ci saranno imprevisti». Ad esempio il tempo avverso, ma non dovrebbe succedere. Dunque proprio all'inizio della Settimana Santa. Meno male perchè il malumore, la critica, la protesta sulla chiusura e sull'andamento dei lavori non si placano. Sono le centinaia di abitanti della vicina e popolosa Valle Stura (in particolare Rossiglione) che hanno attività, lavoro, interessi con Ovada e il suo territorio che devono subire il pesante "calvario", anche piu volte al giorno. «Ci dicono che c'è l'autostrada - chiarisce il titolare di un'officina di Ovada - ma da Rossiglione spostarsi a Masone per entrare nell'autostrada quattro volte al giorno, al costo e al tempo si unisce la beffa di non poter utilizzare l'alternativa della strada comunale del Sante Criste di Belforte. Il sindaco ha vietato il transito e fioccano le multe». Contrariamente a quanto si pensa tra la gente fermata dalla grossa frana di Panicata, in territorio di Ovada, che ha bloccato l'ex statale dalla vigilia della Milano-Sanremo, nel cantiere però si lavora. I tempi sono stretti, non c'è tempo per le pause. «Il "Ragno" (piccolo e duttile escavatore che si...arrampica, adatto per i pendii scoscesi) - spiegava ieri mattina l'assistente di cantiere della I.Costra, l'impresa genovese che ha l'appalto dei lavori - lavora lassù per ripulire, fino alla roccia di base, la parete di tutti i detriti e residui. E'questa prima fase di lavori che costringe alla chiusura della strada. Una volta superata, si potrà riaprire a senso unico alternato». La conferma arriva anche dall'assessore provinciale: «Non appena il "Ragno"avrà finito il suo lavoro - spiega Graziano Moro - apriremo una corsia allargata di transito con il senso unico alternato gestito da semafori e il problema si risolverà». Per centinaia di utenti dell'ex statale 456 che la utilizzano ogni giorno, il problema del blocco è diventato molto più pesante per l'impossibilità di utilizzare due strade alternative che, saltando lo stop di Panicata, avrebbero permesso di evitare i grossi disagi dell'interruzione. Una è la strada comunale Belforte-Sante Criste, asfaltata, ma piena di curve e soprattutto stretta e non protetta. Il sindaco, Franco Ravera, aveva emesso un'ordinanza consentendo il transito ai soli residenti e agli abitanti del Gnocchetto che hanno attività a Ovada. La seconda alternativa è la strada delle Ciazze-Termo, che partendo a Rossiglione raggiunge Ovada dopo un lungo e impegnativo percorso appenninico. In certi momenti percorrerla può trasformarsi davvero in un'avventura.
Qui invece l'articolo pubblicato sulla Stampa di Alessandria oggi, Venerdi 15 Aprile 2011:

Qui alcune delle immagini realizzate durante tutte le operazioni di rimozione della frana, la galleria verrà arricchita in breve tempo.